Salvini: “Se vince il NO, Renzi viene licenziato. Al voto, niente governi tecnici”

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“Se vince il No, Renzi viene licenziato. Il suo governo salta. Proverà a sopravvivere comprando qualche parlamentare qua e là, ma è evidente che ci sarà la crisi di governo” così il leader leghista Matteo Salvini, presentando giovedì mattina a Montecitorio il libro di Armando Siri sulla flat tax. A quel punto, ha aggiunto, si dovrà andare al voto “con qualunque legge elettorale. Non credo ai governi tecnici, di scopo (che pure in un Paese normale potrebbe starci), o a un minestrone di unità nazionale. Auspico che si vada a votare. Poi, naturalmente, c’è il Presidente della Repubblica con le sue prerogative”.

“Non vedo l’ora di votare. E di votare no, per pensare a una riforma fatta meglio. Il governo e il Parlamento sono ostaggi di questo referendum. Questi ultimi 30 giorni faranno la differenza” ha detto Salvini a margine della presentazione del volume “Flat tax, la rivoluzione fiscale in Italia è possibile”. Quella sottoposta a referendum “è una riforma fatta male, i parlamentari possono continuare a cambiare partito senza rinunciare alla poltrona, e soprattutto l’Unione europea di cui Renzi si sta lamentando in queste ore la porta in Costituzione. Gli italiani sarebbero schiavi di ogni scelta, di ogni direttiva che arriva da Bruxelles invece io – ha concluso Salvini – penso che la sovranità appartenga al popolo, non alla Merkel o alle banche”.

La riforma fiscale targata Lega prevede l’abolizione delle 5 aliquote a favore di un’aliquota unica al 15% modulata da un semplice sistema di deduzioni fisse pari a 3.000 euro cui hanno diritto: ogni membro del nucleo familiare compreso il contribuente per i redditi da 0 a 35.000 euro; ogni familiare a carico per i redditi da 35.000 a 50.000; oltre 50.000 euro pagano tutti il 15%. La previsione delle deduzioni fiscali – ha precisato Siri – consente di ottenere la progressività dell’imposta così come prescritto dall’articolo 53 della Costituzione. Quanto alla scelta del 15% per la tassa, il consigliere economico di Salvini ha precisato che si tratta “dell’aliquota mediana migliore possibile per garantire a tutte le classi di redditi un effettivo ristoro fiscale a partire già dalle fasce più basse”.