Scandalo pedofilia in un campo profughi in Turchia: 30 bimbi abusati

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epa04779656 Rohingya refugee children play at their temporary camp in Kuala Cangkoi, North Aceh, Indonesia, 02 June 2015. The mostly Muslim Rohingya say they suffer discrimination in Myanmar, which does not recognize them as one of the official ethnic groups, and considers them to be illegal Bengali immigrants. EPA/HOTLI SIMANJUNTAK

Una trentina di piccoli rifugiati siriani, di età compresa tra 8 e 12 anni, hanno subito abusi sessuali da unaddetto alle pulizie nel campo profughi di Nizip, nella provincia sudorientale turca di Gaziantep, visitato il 23 aprile dalla cancelliera tedesca Angela Merkel con l’allora premier di Ankara, Ahmet Davutoglu. A denunciare lo scandalo è il quotidiano Birgun, secondo cui il presunto pedofilo avrebbe confessato gli abusi, avvenuti intorno al settembre dello scorso anno e durati circa 3 mesi.

Campo profughi degli orrori: ignorate molte denunce

ll campo di Nizip può ospitare fino a 14 mila persone ed è gestito dall’Afad, l’autorità governativa turca che si occupa delle emergenze, che secondo le accuse avrebbe ignorato le denunce dei genitori di 8 dei piccoli abusati. Molti altri genitori avrebbero ammesso di non aver denunciato temendo di essere cacciati o di perdere i loro diritti come “richiedenti asilo” in Turchia. Il presunto pedofilo avrebbe abusato dei bimbi portandoli in bagni, lavatoi e altre zone del campo non controllate dalle telecamere di sicurezza. Ai minori, secondo l’inchiesta, avrebbe offerto in cambio piccolissime somme di denaro, fino a un massimo di 5 lire turche (circa 1,50 euro). Lo scandalo sarebbe emerso anche grazie alle indagini compiute da alcuni militari di sorveglianza del campo, insospettiti dal comportamento dell’uomo. Il presunto pedofilo si trova ora in stato di arresto.

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