SCONTRO FRONTALE IN FRANCIA SULLA ”RIFORMA DEL LAVORO”: PAESE FERMO, CARBURANTI FINITI, POMPE CHIUSE, SCIOPERI A CATENA

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PARIGI – A differenza di quanto (non) accade in Italia, in Francia la lotta popolare contro un qualsivoglia provvedimento legislativo considerato un pericolo per i cittadini raccoglie ha sempre raccolto consensi enormi. Ed è esattamente quanto sta accadendo ora, contro a versione “alla Hollande” del Jobs Act renziano.

La lotta si sta facendo molto dura e il Paese è paralizzato. La Francia è bloccata dalla crisi dei carburanti: dopo l’intervento delle forze dell’ordine che nelle prime ore di questa mattina – mandate dal primo ministro socialista Valls – hanno sgomberato i picchetti di manifestanti che bloccavano gli accessi al deposito petrolifero di Fos-sur-Mer, nel dipartimento Bouches-du-Rhone, il sindacato nazionale Cgt ha proclamato uno sciopero immediato in tutte e otto le raffinerie del paese.

Se si considera che lo sciopero riguarda anche il terminale petrolifero di Le Havre e che sono in agitazione i lavoratori di diversi depositi, e’ chiaro che sulla Francia ormai aleggia un serio rischio di blocco generalizzato dei trasporti a causa della penuria di carburanti e che la centrale sindacale Cgt ha ingaggiato con il governo un vero e proprio braccio di ferro.

Aldila’ di alcuni casi di vertenze aziendali e locali, infatti, la mobilitazione della Cgt che adesso blocca gli approvvigionamenti energetici in tutta la Francia avviene nell’ambito della ferma opposizione alla legge di “riforma” del Codice del lavoro che l’Assemblea Nazionale ha già approvato e che ai primi di giugno approdera’ in Senato, dove per altro non verrà votata perchè Hollande ha deciso di avvalersi della prerogativa presidenziale – mai più usata dai tempi di De Gaulle –  di approvarla d’imperio con la sua sola firma.

Un’opposizione a questa controversa e contestatissima legge che negli ultimi due mesi si e’ fatta sempre piu’ dura, con manifestazioni in molte citta’ francesi che sempre piu’ spesso sono degenerate in incidenti e violentissimi scontri con la polizia.

In diverse aree della Francia il blocco dei carburanti si sta gia’ facendo sentire questa mattina, con centinaia di stazioni di servizio chiuse e gli automobilisti costretti a ore di fila per rifornirsi da quelle ancora aperte.

Il primo ministro francese Valls, che si trova in Israele in missione diplomatica, ha definito le ultime azioni decise dalla Cgt come “un ricatto energetico”, ha ribadito che la riforma del Lavoro non sara’ ritirata ed ha promesso nuovi interventi delle forze dell’ordine per rimuovere i blocchi intorno ai depositi di carburanti ed alle raffinerie, ma ben poco potràà fare di fronte alla proclamazione dello sciopero dei lavoratori delle stesse raffinerie che Valls crede di “liberare” a manganellate di polizia.

La stessa centrale sindacale ed il suo segretario nazionale Philippe Martinez hanno ormai assunto il ruolo di leader della protesta contro la riforma del Lavoro e, piu’ in generale, dell’opposizione alle politiche socio-economiche del governo. I francesi da parte loro solidarizzano con gli scioperanti e si chiedono come e quando lo scontro possa risolversi, dato che non esistono vie d’uscita negoziale, e intanto si stanno affrettando a fare incetta di benzina e diesel.

La Francia intanto è avviata alla paralisi, che diverrà completa nell’arco di 24 ore.

Fonte: Il Nord