Se la stampa censura gli immigrati cattivi…

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L’immigrazione fa sempre notizia sui giornali. Con un’eccezione: sparisce quando vengono diffusi i dati che distruggono la retorica politicamente corretta. Mercoledì scorso, Frontex, l’agenzia per il controllo delle frontiere dell’Unione, ha comunicato che nel 2015 gli immigrati entrati irregolarmente in Europa sono circa un milione e 820mila, numero sei volte superiore a quello del 2014. Inoltre il rapporto sottolinea il legame tra immigrazione incontrollata e diffusione del terrorismo islamico: i barconi sono utilizzati dai criminali per raggiungere le capitali del Vecchio continente.

Peccato che questa analisi ieri fosse quasi introvabile nelle pagine dei quotidiani, a parte il nostro e pochi altri. Una breve qua, trenta righe là. Stop. La stessa cosa accadde qualche settimana fa, quando l’Onu diffuse le statistiche sull’andamento delle migrazioni nei primi quindici anni del millennio. Statistiche inquietanti: l’incremento, rispetto all’inizio del secolo, è pari al 41 per cento; l’Europa è la meta principale e ospita 76 milioni di stranieri, più dell’Asia (75); in Italia, gli stranieri sono più che raddoppiati; il fenomeno, in crescita, non è contingente. Tolto Il Sole-24 ore, e il Giornale, nessuno ne parlò.

C’è da capire chi imbosca i dati. Pubblicarli farebbe cascare il castello di carte propinato ai lettori sotto forma di articoli (di fede). Basta un l’aritmetica per smascherare la vacuità degli editoriali sui «vantaggi» dell’immigrazione e il «dovere» dell’accoglienza indiscriminata. Prendiamo il caso dell’Austria, che tiene banco per la decisione di chiudere il valico del Brennero. Il governo di Vienna è cattivo, come sostengono alcuni commentatori? No, ha fatto i conti. L’Austria, insieme con la Svezia, è il Paese europeo con la più alta quota di residenti stranieri rispetto alla popolazione (il rapporto è del 17 per cento). Proseguire su questa strada significa innescare una bomba demografico-sociale. In prospettiva, ci sono solo due opzioni: regolare i flussi o cessare di essere l’Austria per trasformarsi in qualcos’altro.

Dovrebbe essere chiaro a tutti che il problema va oltre la destra e la sinistra, e che andrebbe affrontato con strumenti diversi dalla propaganda o dal buonismo. Dovrebbe essere chiaro a tutti ma non lo sarà mai, visto che il cittadino non ha la possibilità di sapere come stanno le cose.

Fonte: Qui