Di Paolo Becchi e Cesare Sacchetti su Libero, 21/04/2017

Il fenomeno dell’immigrazione irregolare negli ultimi anni ha conosciuto una vera esplosione. Per avere una percezione più netta del fenomeno, occorre guardare alle cifre ufficiali fornite dal Ministero dell’Interno: nel 2012, il numero di clandestini sbarcati in Italia era pari a 13.267; nel 2016 ha raggiuntola cifra di 181.436 pari ad un incremento del 1367% nell’arco di 5 anni. Stiamo parlando qui solo di clandestini, portati nel nostro Paese nella speranza di essere regolarizzati.

Sì, perché ormai è evidente a tutti ciò che accade, anche se si vuole continuare a nasconderlo. L’ultimo esempio. Il 16 aprile, il giorno degli ultimi sbarchi, l’Ansa titolava in questo modo: «Tragedia nel Canale di Sicilia, recuperati 7 cadaveri », aggiungendo poi nella ricostruzione della tragedia che «un gommone si è sgonfiato al largo della Libia». Ora, basta dotarsi di una qualsiasi carta nautica per rendersi conto che il Canale di Sicilia non è al largo della Libia, e l’Ansa ha chiaramente fornito una ricostruzione falsa, o una fake news come qualcuno ama ripetere di questi tempi. Da tempo è stato dimostrato infatti che non sono le imbarcazioni ad approdare nelle acque territoriali italiane, ma sono le navi straniere delle Ong che entrano nelle acque territoriali libiche e portano i carichi di migranti sulle coste italiane. Libero, in un altro servizio dello scorso dicembre, aveva denunciato questo traffico illegale che vede le Ong complici dell’immigrazione clandestina, e oggi a cercare di fare luce sul ruolo di queste organizzazioni nel traffico di migranti è la stessa magistratura italiana al lavoro con due procure, quelle di Palermo e Catania.

LE NAVI DELLE ONG

Non è andata diversamente per l’ultimo sbarco: le navi che hanno traghettato gli immigrati irregolari nei porti di Lampedusa e Gioia Tauro erano la Vos Prudence dell’Ong “Medici senza frontiere”, la nave dell’Ong “Sea Eye” fondata dal tedesco Michael Buschheuer, e la nave Phoenix dell’Ong americana dei coniugi Chris e Regina Catrambone, che è stata una delle prime ad intervenire per prelevare i migranti nelle acque libiche e trasportarli sulle coste italiane. Il fatto che queste organizzazioni si spingano in acque territoriali libiche è stato confermato anche dal responsabile di un’altra Ong francese, “SOS Mediterranée”, quando ha dichiarato che i migranti vengono caricati «a pochi chilometri dalla costa libica».

È evidente quindi che se esiste un simile traffico illegale è per la volontà del governo italiano che consente a navi di organizzazioni in prevalenza straniere, complici degli scafisti, di prelevare carichi di immigrati clandestini per farli approdare sulle coste italiane, senza che la Marina Militare o la Guardia Costiera possano intervenire.

Sul fatto che esista un dichiarato intento di favorire questo traffico piuttosto ch arrestarlo è scritto chiaramente nelle considerazioni sugli scenari di lungo periodo presenti nel DEF (Documento di economia e finanza) presentato dal governo nel 2016, nel quale si fa riferimento a «un flusso netto annuo di immigrati pari, mediamente, a quasi 310.000 unità, con un profilo crescente per i primi 15 anni e decrescente successivamente».

10 MILIONI NEL 2032

È questa la strategia che il governo italiano sta perseguendo per contrastare l’invecchiamento della popolazione indicata dall’ONU nel rapporto “Replacement Migration: Is It a Solution to Declining and Ageing Populations?”? Sembra proprio di sì. Negli ultimi anni la composizione della popolazione italiana sta cambiando radicalmente: nel 1994 gli immigrati regolari erano 500mila, lo 0,8% della popolazione italiana; nel 2016 sono 5.026.153, l’8,3%. Se l’obiettivo è importare 310.000 immigrati all’anno per i prossimi 15 anni, nel 2032 approssimativamente ci saranno quasi 10 milioni di immigrati in Italia, il doppio di quelli di adesso, quasi il 17% della popolazione italiana.

Non va dimenticato che gli immigrati che l’Italia sta importando sono risorse umane con scarsa o nessuna competenza professionale, mentre gli emigrati italiani che lasciano il Paese sono risorse umane specializzate che vanno all’estero in cerca di lavoro. Se non ci sarà un’inversione di tendenza, l’Italia diventerà nel giro di 25-30 anni un paese composto da manodopera africana non specializzate, a basso costo, e in più di religione islamica.

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  • Michele Antonio D’Amico

    questo paese e formato di politici pazzi e il popolo codardo

  • Michele Antonio D’Amico

    Come si può architettare la distruzzione di un popolo per sostituirlo con un altro popolo solo per che sono schiavi ma vi rendete conto tutto questo solo per fare nascere una guerra fra cladestini e noi italiani. italiani possiamo accettare io dico no

  • Michele Antonio D’Amico

    un immigrando minacci a salvino avete riempito l’italia di delinquenti ecco per che il PD non vuole una legge per cacciare e mettere in galera chi ruba e delinque stranieri e italiani lo stato italiano vuole farci ammazzare per favorire li islam africani no ci posso pensare siete criminali

  • Michele Antonio D’Amico

    Follia e pazzia Librandi dice italia più sicura e turismo crescete quest’ uomo e pazzo