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Si allarga la rete dei terroristi di Parigi. Contatti con una cellula tedesca

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I terroristi che hanno organizzato la strage di Parigi avevano stretti contatti con un notissimo gruppo di fondamentalisti islamici tedeschi. Secondo il settimanale «Spiegel» Abdelhamid Abaaoud, una delle menti degli attacchi terroristici del 13 novembre, era stato varie volte in Germania e aveva rapporti con la cosiddetta «Brigata di Lohberg», un’organizzazione di fondamentalisti nata in un quartiere povero di Dinslaken, nel cuore della Ruhr industriale.

Finora erano emersi pochi dettagli sui rapporti con la Germania degli attentatori di Parigi: Abaaoud si era comprato due macchine a Colonia, una nel 2007 e una nel 2008 e le aveva portate in Belgio. E nel 2014 era partito per la Turchia dall’aeroporto di Colonia. Ad oggi il ministro della Giustizia Heiko Maas aveva dichiarato che «non esistono rapporti tra la Germania e gli attentatori di Parigi». Ma a giudicare dalle informazioni acquisite dagli inquirenti e rivelate dal settimanale, non è così: già nella primavera del 2014 Abaaoud e altri militanti Isis condividevano una casa con i militanti della «Brigata di Lohberg». A febbraio del 2014 il gruppo di Abaaoud e Mustafa K., originario del quartiere operaio di Dinslaken, posarono nella stessa piazza di una città siriana, tenendo una testa decapitata in mano.

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Nel frattempo emergono nuovi dettagli sul ricercato numero uno del commando di Parigi, Salah Abdeslam. Il terrorista aveva acquistato alcuni detonatori elettrici fra settembre e ottobre a Saint Ouen l’Aumone, nella banlieue della capitale francese, secondo il quotidiano «Le Parisien». Salah Abdeslam si sarebbe informato sull’efficacia dei detonatori e ne avrebbe poi acquistati una decina, secondo il racconto del gestore della società che vende fuochi di artificio e che ha avvisato la polizia dopo aver riconosciuto il terrorista in una delle foto segnaletiche diffuse in queste due settimane. Il commerciante ha raccontato anche che Salah aveva insistito molto sull’affidabilità degli apparecchi.

Ma l’unico terrorista rimasto in vita la notte di venerdì 13 novembre, sembra essere sparito nel nulla. Le sue tracce si perdono in Belgio e, secondo fonti citate da «Het Laatste Nieuws», sarebbe ormai in Siria, aiutato da amici e coperture che già all’indomani della strage gli avrebbero fornito un rifugio nel suo quartiere, a Molenbeek.

Al complice di Salah, Mohamed Abrini, è arrivato ieri un accorato appello della sorella a costituirsi. Abrini è stato ripreso nel video dell’11 novembre in una stazione di rifornimento benzina nell’Oise, un quartiere periferico di Parigi, in compagnia di Salah. Su di lui pesa un mandato d’arresto internazionale emesso da Francia e Belgio. Pare tuttavia che Abrini non fosse nella capitale francese, la sera dell’attentato che è costato la vita a 130 persone: stava firmando il contratto d’affitto per un appartamento a Jette, una banlieue di Bruxelles. La sorella Ikram si dice «completamente sconvolta» e parla di un «fratello protettivo e buono», capace di «distinguere fra il bene e il male» pur avendo «commesso delle sciocchezze e pur avendo avuto noie con la giustizia».

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