Oltre 100 milioni di euro assegnati alla struttura per l’accoglienza, almeno 30 sarebbero stati dirottati nelle casseforti dei clan. Don Edoardo Scordio, invece, avrebbe gestito 132mila euro per l’assistenza spirituale dei migranti ospitati nel Cara “Sant’Anna”.

Ci sono anche il parroco di Isola Capo Rizzuto, don Edoardo Scordio (70 anni), e il governatore della Misericordia, Leonardo Sacco (38 anni), tra le 68 persone fermate nel corso dell’operazione “Jonny” contro la cosca Arena.

La struttura “Sant’Anna”, posizionata in una vecchia area militare, lungo la statale 106, è una delle più grandi in Italia ed è capace di ospitare oltre 1.600 migranti al giorno. Più volte, in questi ultimi anni, erano emersi possibili collegamenti tra la ‘ndrangheta, la gestione del centro per l’accoglienza degli immigrati, collegamenti evidenziati nel provvedimento di fermo della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. “La cosca – spiegano gli inquirenti – per il tramite di Sacco si è aggiudicata gli appalti indetti dalla Prefettura di Crotone per le forniture dei servizi di ristorazione presso il centro di accoglienza di Isola di Capo Rizzuto e di Lampedusa, affidati a favore di imprese appositamente costituite dagli Arena e da altre famiglie di ‘ndrangheta per spartirsi i fondi destinati all’accoglienza dei migranti”. Secondo l’accusa degli oltre 100 milioni di euro assegnati alla struttura, almeno 30 sarebbero stati dirottati nelle casseforti dei clan. Don Edoardo Scordio, invece, avrebbe gestito 132mila euro per l’assistenza spirituale dei migranti ospitati nel Cara “Sant’Anna”.

Don Scordio, indicato come “gestore occulto” della Confraternita della Misericordia, sarebbe stato organizzatore di un vero e proprio sistema di sfruttamento delle risorse pubbliche destinate all’emergenza profughi, riuscendo ad aggregare le capacità criminali della cosca Arena e quelle manageriali di Sacco. In questo modo si sarebbe aggiudicato gli appalti indetti dalla Prefettura di Crotone per la gestione dei servizi, in particolare quello di catering, relativi al funzionamento dei centri di accoglienza richiedenti asilo “Sant’Anna” di Isola di Capo Rizzuto e di Lampedusa, affidati in sub appalto a favore di imprese costituite ad hoc dagli Arena e da altre famiglie di ‘ndrangheta per spartirsi i fondi destinati all’accoglienza dei migranti. In particolare, le indagini hanno documentato come le società di catering riconducibili ai cugini Antonio e Fernando Poerio, nonché ad Angelo Muraca, dal 2001 abbiano ricevuto, inizialmente con la procedura dell’affidamento diretto e successivamente in subappalto, la gestione del servizio mensa del centro di accoglienza di Isola la cui conduzione era stata ottenuta dalla “Fraternita di Misericordia”. Dal 2009 in poi l’affidamento avveniva in via d’urgenza, in ragione dello stato di emergenza dovuto all’eccezionale afflusso di extracomunitari che giungevano irregolarmente sul territorio nazionale, poi grazie a tre gare d’appalto vinte.

Con fonte Il Giornale

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