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Soldi alla Turchia, l’Ue rivela: Renzi lo sa da mesi, ma non lo dice…

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Sui soldi alla Turchia per contenere l’ondata migratoria Matteo Renzi fa il finto tonto. Ma la Commissione non ci sta a farsi prendere in giro. E, dopo le accuse del premier durante il vertice con Angela Merkel, il portavoce dell’esecutivo europeo Margaritis Schinas ha chiarito che i contributi nazionali al fondo di 3 miliardi di euro per Ankara “non vengono tenuti in conto nel calcolo del deficit ai fini del Patto di stabilità e crescita”. E, soprattutto, che tale dizione è “nella nota della Commissione inserita negli accordi” tra i 28 quando è stato raggiunto l’accordo al vertice di dicembre. Quindi, a differenza di quanto sbandierato a Berlino, Renzi conosce molto bene i termini d’ingaggio.

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Venerdì scorso, durante il vertice con la Merkel, Renzi ha provato a resistere all’assalto tedesco. Non ha ceduto sui 3 miliardi di euro che Bruxelles vuole dare al premier turco Recep Tayyip Erdoğan per fermare l’invasione. “L’Italia è da sempre disponibile – ha spiegato Renzi durante la conferenza stampa – aspettiamo che le istituzioni europee ci diano risposte sul modo di intendere e concepire questo contributo”. Le parole del premier, però, sono state smentite (come ormai accade quotidianamente) dalla stessa Commissione europea. “Gli Stati membri – ha messo in chiaro Schinas – sono a conoscenza dallo scorso dicembre che la Commissione europea non considererà i contributi nazionali alla facility di sostegno alla Turchia per la gestione della crisi migratoria ai fini delle regole del patto di stabilità”. Una dichiarazione secca che spazza via tutte le dichiarazioni di Renzi e che fa fare a Palazzo Chigi un’altra figuraccia internazionale.

Ma le cattive notizie per Renzi non finiscono qui. Dopo l’incontro con la Merkel, aveva anche auspicato che Bruxelles avrebbe risposto già questa settimana alla richiesta avanzata dall’Italia per ottenere maggiore flessibilità a causa dell’eccezionale impatto dell’ondata migratoria che ha interessato il Belpaese negli ultimi due anni. La Commissione Ue, però, ha preso ulteriore tempo facendo sapere che valuterà se accordare all’Italia la flessibilità per le spese per gli immigrati solo “in primavera”. “La valutazione – ci ha tenuto a precisare il prortavoce della Commissione europea – si farà caso per caso ed ex post sulla base di spese fatte”.

Fonte: qui

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