Sono ancora in libertà 22 islamisti legati alle stragi di Parigi e Bruxelles… e la sicurezza?

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Almeno 22 islamisti europei legati alle reti terroristiche responsabili degli attentati di Parigi e Bruxelles potrebbero essere ancora in libertà. Secondo quanto scrive oggi il Wall Street Journal, molti di loro sono stati coinvolti in precedenti progetti di attentati e quasi tutti hanno trascorso mesi o anni combattendo in Siria. Il Wsj afferma che dalle interviste e dai documenti giudiziari confidenziali che ha potuto visionare emerge una rete di giovani che hanno cominciato a nutrire un odio profondo per l’Occidente dopo aver aderito alla versione più radicale della fede islamica frequentando moschee poco conosciute e partecipando a incontri segreti a Molenbeek, il quartiere a maggioranza musulmana di Bruxelles.

E gli inquirenti ritengono che siano loro i protagonisti dei piani dello Stato islamico (Isis) per colpire l’Occidente. I due membri più importanti di questa rete, entrambi di Molenbeek, sarebbero Khalid Zerkani, un predicatore di 42 anni soprannominato “Babbo Natale”, ritenuto uno dei principali reclutatori di combattenti da mandare in Siria, attualmente in carcere in Belgio dopo essere stato condannato nel 2015; e Abdelhamid Abaaoud, la mente dell’attentato di Parigi del 13 novembre scorso, ucciso cinque giorni dopo dalla forze di sicurezza francesi.

Tra le persone ancora in libertà figurano: Sami Zarrouk, 32 anni, nato in Tunisia e vissuto a Molenbeek, che ha lasciato il Belgio nel giugno del 2013 e contro cui le autorità belghe hanno emesso un mandato di arresto internazionale nel febbraio 2015; Noureddine Abraimi, 29 anni, anche lui di Molenbeek, che ha lasciato moglie incinta e tre bambini per unirsi all’Isis verso la fine del 2014; e Yoni Maye, 25 anni, che secondo i jihadisti sarebbe morto lo scorso anno in Siria, ma le autorità nutrono dubbi a riguardo.

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