Sparò ed uccise un fuggitivo: dopo l’assoluzione l’agente rischia il carcere…

208

Michele Paone è l’agente della polizia che all’alba del 30 luglio 2011 sparò e uccise Bernardino Budroni nel corso di un inseguimento sul Gra di Roma. Il fuggitivo scappava dagli agenti chiamati dall’ex fidanzata che l’accusava di stalking. Dopo essere stato assoltoperché il fatto non costituisce reato” poiché quell’azione era stata “adeguata e proporzionata all’entità della situazione“. Ora però arrivati al processo d’appello, rinviato al 14 novembre, il poliziotto rischia la condanna per omicidio volontario.

Il presidente della I Corte d’appello, Andrea Calabria, ha motivato e poi rinviato l’udienzache vede imputato l’agente Michele Paone. La parte civile, in seguito al processo per primo grado che vedeva il poliziotto imputato per eccesso colposo per uso improprio dell’arma sono riusciti ad ottenere il riconoscimento in appello dell’omicidio volontario. Il pg Pietro Catalani ha segnalato, nella nuova udienza, la necessità di sentire in aula i consulenti medico-legali di accusa e difesa, nonchè un brigadiere. Tutto ciò, ritenendo la non esistenza di proporzione tra l’azione dell’imputato e il pericolo effettivo del momento. La Corte si è riservata di decidere, dopo aver affrontato a novembre la questione della qualificazione del reato

La sorella della vittima, il fuggitivo, ha commentato tra le lacrime la decisione del tribunale: “Sono felice. L’avevamo detto fin dall’inizio. Speriamo sarà accolta la nostra richiesta per contestare l’omicidio volontario”. Soddisfazione espressa anche dal suo legale, l’avvocato Fabio Anselmo: “Sono estremamente soddisfatto – ha detto – Non è solo una questione di soddisfazione personale, ma di giustizia. È indubbio che la morte di Dino sia di una gravità inaudita, e ci batteremo per avere giustizia“.

Fonte: Qui