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Strage di San Bernardino, i due killer volevano far esplodere un’automobilina radiocomandata. Fbi: “Terrorismo”

Una automobilina giocattolo radiocomandata a distanza doveva esplodere nella sala convegni dell’Inland Regional Center di San Bernardino, mietendo molte più vittime delle 14 uccise a colpi di kalashnikov. Secondo le ultime ricostruzioni, Farook Syed e la sua compagna Tashfeen Malik avevano architettato una fuga in grandissimo stile, ma qualcosa non ha funzionato. Questo è comunque un motivo in più, secondo l’Fbi, per parlare apertamente di “terrorismo” e non di semplice vendetta personale per (futili) motivi di lavoro. Certo, restano le incognite e le ombre sul passato dell’americano di origine araba e di religione musulmana: una vita integrata e apparentemente normale, ma che nascondeva un fanatismo religioso abbastanza recente e soprattutto contatti con jihadisti vicini alle posizioni dell’Isis.

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Possibile, secondo gli inquirenti, che l’elemento “islamico” sia stato il rumore di fondo su cui poi si è innestata la follia del momento. Oppure, e questo è l’inquietante risvolto legato al particolare dell’automobilina-bomba, in realtà la strage di San Bernardino era stata studiata da tempo, e il diverbio con i colleghi al centro per disabili è stato solo la miccia che ha fatto esplodere tutto. Non a caso, in casa dei due killer sono stati trovati altri 12 ordigni del genere, insieme a un vero e proprio arsenale tra cui oltre 5.000 proiettili.

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