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Studentesse marocchine boicottano il minuto di silenzio

“Non ne so niente”. Così la dirigente scolastica dell’Istituto tecnico commerciale Daverio ha risposto a Barbara Zanetti, cronista della Prealpina che le ha chiesto, martedì 17 novembre, di commentare l’inquietante episodio avvenuto nella scuola la mattina precedente. Cioè lunedì 16 ottobre, quando durante l’orario di lezione, sei studentesse del primo anno, di nazionalitàmarocchina, hanno deciso di allontanarsi dall’aula per non partecipare al minuto di silenzio deciso dal Ministero dell’Istruzione in tutte le scuole italiane per commemorare le vittime dell’eccidio terroristico di Parigi.

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Se la dirigente dell’Itc si chiama fuori dall’esposizione mediatica, anche laPrefettura di Varese mantiene un profilo basso sulla questione, dibattuta martedì 17 novembre durante la riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, e per la quale, poche ore prima, era stato presentato un espostoalla polizia locale, alla Digos e ai carabinbieri.

Lo scopo è quello di accertare le motivazioni reali del gesto delle sei ragazze, dato che nella loro classe c’è anche uno studente islamico, il quale però ha voluto onorare il minuto di silenzio insieme coi compagni e con l’insegnante. E mentre c’è chi sostiene che le sei giovani abbiano voluto manifestare il loro disaccordo per la diversità di trattamento riservato alle vittime dell’Isis in Europa, in Siria e in Nigeria, c’è anche chi sospetta motivazioni più radicali nel boicotaggio del silenzio.

 

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