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Sventato piano dell’Isis ​per attaccare il G20

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La Turchia ha sventato un piano di attacco terroristico dell’Isis contro il G20 di Antalya.

Lo rivela il quotidiano Hurriyet. La procura di Ankara avrebbe dato l’allarme alla luce di informazioni trovate sul computer di Yunus Durmaz, ritenuto il capo della cellula dell’Isis di Gaziantep, nel sud-est turco.

Hurriyet scrive che l’Isis aveva pianificato un “attacco contro il G20” e altri “26 attacchi terroristici in 18 province turche” secondo le informazioni trovate nel computer sequestrato che apparterrebbe a Yunus Durmaz, ritenuto il leader dell’Is a Gaziantep.
Il blitz durante il quale è stato sequestrato il pc, precisa il giornale, era scattato nell’ambito delle indagini sull’attacco che il 10 ottobre ad Ankara ha fatto oltre 100 morti. Secondo quanto emerso dalle informazioni raccolte, prosegue Hurriyet, militanti dell’Is avrebbero effettuato sopralluoghi dell’hotel in cui alloggiavano molti dei leader stranieri che hanno partecipato al summit. Altre informazioni, si legge ancora, hanno fatto emergere piani di attacchi contro luoghi pubblici nella provincia di Izmir (Smirne) e Istanbul. La ricostruzione di Hurriyet torna indietro fino al 18 ottobre quando l’agenzia di stampa turca Anadolu ha rivelato che da informazioni raccolte dal computer di Durmaz si è appreso che il presunto leader dell’Is a Gaziantep aveva scritto a un comandante del gruppo in Siria per reclutare militanti per “attacchi terroristici” in Turchia. Il 14 novembre – ovvero il giorno dopo gli attacchi di Parigi e il giorno prima dell’apertura del summit – una “cellula terroristica dell’Isis” a Gaziantep è finita nel mirino di un’operazione dell’antiterrorismo, durante la quale – conclude Hurriyet – sono stati sequestrati tra l’altro centinaia di documenti digitali dai quali sarebbe emersa la conferma di uno stretto collegamento tra il gruppo e l’Isis in Siria.

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Intanto, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha lanciato un appello ai leader del mondo musulmano, perché si uniscano nella lotta contro l’estremismo e ha avvertito che “nuove sciagure accadranno”, se non si riesce a fermarlo.

“Condanno con forza i terroristi – ha detto Erdogan parlando all’Atlantic Council, think tank di Istanbul – che credono nella mia stessa religione, e chiedo a tutti i leader dei paesi musulmani di creare un fronte unito. Se questo non accadrà quelli che hanno bussato alla nostra porta ad Ankara (nell’attentato del 10 ottobre che ha fatto 102 vittime, ndr), busseranno ad altre porte, come hanno fatto a Parigi”. Erdogan ha tuttavia avvertito che non bisogna cadere nell’errore di identificare l’Islam con il terrorismo. “La gente cattiva – ha detto – può essere musulmana, come cristiana o ebrea. Coloro che demonizzano l’Islam guardando al Daesh (acronimo arabo dello Stato Islamico, ndr) commettono un errore. Il Daesh non ha nulla a che fare con l’Islam”.

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