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Svezia, violenza contro le donne: Muore accoltellata una giovane impiegata in un centro per rifugiati

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Una impiegata che lavorava in un centro per rifugiati in Svezia è stata accoltellata oggi mentre si verificava una lite fra i richiedenti asilo all’interno della struttura ricettiva.
Secondo il rapporto della polizia della città di de Mölndal, l’impiegata di 22 anni, che prestava assistenza ai ragazzi adolescenti rifugiati, è stata trasportata d’urgenza all’ospedale di Sahlgrenska in gravi condizioni. Poco dopo la stessa giovane si spenta a seguito delle gravi ferite riportate, secondo quanto riporta il portale informativo NewZ Sentinel.

Il responsabile diretto dell’accoltellamento, che alloggiava nel centro è stato arrestato dalla polizia svedese e si trova sotto custodia. Non è stata ancora confermata la sua identità e nazionalità. Le strutture per l’accoglienza dei rifugiati presenti a Mölndal sono gestite da privati per conto degli organismi governativi, fino ad ora avevano funzionato senza particolari problemi dalla loro apertura avvenuta nel Settembre del 2015. In questo momento la struttura accoglie una decina di adolescenti stranieri richiedenti asilo.

In Svezia si verifica ogni anno un numero elevatissimo di aggressioni contro le donne da parte di stranieri immigrati ed in particolare molte di queste sono registrate anche negli stessi centri di accoglienza.
La Polizia ed i media svedesi hanno però deciso di non diffondere pubblicamente queste informazioni per non allarmare l’opinione pubblica.

Si è saputo da poco tempo che il Servizio di Immigrazione ha invitato ad accogliere come “minori da proteggere” anche persone di nazionalità straniera che avessero da tempo superato i 18 anni. Questo senza prevedere le conseguenze di collocare uomini adulti in qualsiasi tipo di scuola secondaria con ragazze adolescenti.
La Svezia aveva mantenuto –fino alla fine di Dicembre- le porte aperte ai migranti e profughi di qualsiasi provenienza, il paese ha così accolto un numero molto maggiore di sollecitanti asilo rispetto agli altri paesi del Nord Europa. Le statistiche del 2012-2015, disponibili in Eurostat, mostrano le seguenti cifre di arrivo di migranti:

Svezia: 342.635
Norvegia: 63.370
Danimarca: 41.290
Finlandia: 40.470
Islanda: 675
Una buona parte dei profughi arrivano dalla Siria devastata dalla guerra: 51.338 nel 2015. L’Afghanistan in seconda posizione con 41,564 l’anno scorso, in buona parte gli afgani sono minori e pertanto gli viene data priorità perchè siano ammessi entro sei mesi dalla richiesta d’asilo.

Poco dopo che era circolata la notizia dei fatti di Colonia, del “circolo infernale” delle aggressioni in cui si erano trovate le donne tedesche, il quotidiano digitale indipendente, Nyheter Idag , ha rivelato che il principale giornale di prestigio svedese, Nyheter Idag, aveva avuto informazioni di alcune aggressioni simili avvenute durante un festival della musica a Stoccolama nell’agosto del 2015 ma che si era rifiutato di diffondere le informazioni su quell’episodio.

Pochi giorni dopo, per difendersi dalle accuse, il Dagens Nyheter ha attaccato furiosamente la Polizia di Stoccolma accusata di insabbiamento delle denunce. Il giornale ha affermato che la Polizia si era rifiutata di confermare le informazioni relative agli attacchi, lasciando così gli editori con le mani legate ed impedendo che il giornale pubblicasse la notizia. Il Dagens ha affermato anche che un alto grado della Polizia aveva riferito: “E’ come mettere il dito nella piaga, A volte non dobbiamo dire la verità perchè questa potrebbe essere dannosa per i Democratici svedesi. La Polizia non è responsabile di questo”.

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Attualmente la polizia sta svolgendo indagini su questi episodi ed ha ammesso le sue colpe, parzialmente. Si sta indagando sul perchè siano state occultate queste informazioni.
Il leader del Partito Democratico Svedese, Jimmie Åkesson, ha reagito alle accuse chiedendo la destituzione immediata del capo della Polizia nazionale Eliasson. Questi è in Svezia una figura controversa a causa di alcuni suoi trascorsi in gioventù quando era stato a capo di una spregiudicata band musicale. Successivamente era entrato prima in politica e poi nell’Amministrazione Pubblica dove aveva fatto carriera diventando capo dei servizi di immigrazione, poi direttore del Servizio di Sicurezza Sociale ed infine nominato capo della Polizia.

Eliasson si è sempre rifiutato di aprire procedimenti per i casi di aggressioni a sfondo sessuale da parte di stranieri, come quelli verificatisi nell’Agosto del 2015. Al principio di Gennaio è risultato che vi erano state un grande numero di aggressioni a sfondo sessuale e che una buona parte di queste riguardavano giovani afgani rifugiati nel paese.

La polizia aveva coperto questi fatti ma grazie ad un fotografo, Freddy Mardell, il quale ha consegnato ad una radio web, Granskning Sverige, la documentazione dei fatti di cui era stato testimone, ha potuto squarciare il velo di silenzio e di ipocrisia che circondava l’accaduto. Lo stesso fotografo aveva offerto le foto al quotidiano locale Kvällsposten che si era rifiutato di pubblicarle.
Le scene dimostrano chiaramente i fatti di violenza avvenuti durante il festival della musica di Pildammsparken di Malmoe con le ragazze aggredite che poi piangono istericamente.

A sinistra violenza sessuale contro una giovane- a destra la polizia arresta un sospetto mentre (a destra)  la ragazza piange sul fondo
A sinistra violenza sessuale contro una giovane- a destra la polizia arresta un sospetto mentre (a destra) la ragazza piange sul fondo

Altrettanti episodi si è saputo che sono accaduti la notte del 31 Dicembre nelle città di Kalmar e di Malmoe, quando gruppi di giovani mussulmani hanno circondato alcune ragazze svedesi ed hanno usato violenza contro le giovani approffittando del loro numero e dell’assenza di controlli.

I media svedesi e le autorità politiche della Svezia sembra che vogliano tenere riservati questi avvenimenti quando coinvolgono stranieri, richiedenti asilo e profughi, al fine di evitare che l’opinione pubblica venga adeguatamente informata e che nell’opinione pubblica svedese si possano manifestare reazioni xenofobe e di rifiuto delle politiche di accoglienza e di multiculturalità imposte dal governo.

Fonte: Rt Actualidad       Alerta Digital

Traduzione esintesi: Luciano Lago

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