Quando si dice il tempismo. Nel giorno in cui il Messaggero pubblica l’intercettazione che potrebbe inchiodare l’ong Medici senza frontiere, con gli operatori che intimavano ai profughi appena soccorsi di “non collaborare con la polizia italiana”, Roberto Saviano scende in campo e, ovviamente, si schiera con MsF.

“Lo voglio dire ed esprimere chiaramente in un momento in cui sta avvenendo la più pericolosa delle dinamiche, ossia la criminalizzazione del gesto umanitario”, spiega il buon Saviano su Repubblica. E per spiegare la sua posizione, condivisa da tanti a sinistra (anche se le inchieste siciliane stanno minando anche questo dogma), utilizza l’argomento proprio della presenza di militari a bordo, imposta alle ong dal codice di condotta studiato dal Viminale MsF non l’ha sottoscritto e, secondo Saviano, ha fatto bene. “In situazioni difficili, di emergenza sanitaria, di guerra – spiega l’autore di Gomorra – l’assoluta assenza di armi nei luoghi del soccorso rappresenta la vera protezione”.

Primo passo falso: “Una volta a terra c’è totale collaborazione con le forze di polizia”, giura lui ma le intercettazioni lo smentiscono clamorosamente. Sfortunato, probabilmente non poteva conoscere gli sviluppi giudiziari della vicenda. Non è sfortuna però la sua seconda difesa d’ufficio dell ong, ma miopia intellettuale.

loading...

“Non firmando il codice Msf salva i suoi operatori e la sua condotta, tutte le parti in causa nei conflitti devono sapere che Msf non ha armi, mai, non nasconde soldati sotto le sue pettorine, non è un luogo utilizzato per indagini, ma solo di soccorso”. Perfetto: peccato che in questi giorni sia già emerso il legame assai oscuro tra i soccorritori e gli scafisti. E un governo ha non solo il diritto, ma il dovere di stroncare un traffico umano di cui le Ong sono l’involontario (o forse, in alcuni casi, volontario) sostegno.

La conclusione di Saviano è scontata. “Un paese al collasso economico e demografico ha l’esigenza di trovare altrove i colpevoli: i migranti sono il capro espiatorio perfetto”. Che è un po’ come dire: abbiamo un problema. Che non è il traffico di disperati che vengono mandati al macello tra le onde del Mediterraneo, ma chi cerca di fermarlo al di là di ogni facilissimo (questo sì) buonismo.

Fonte: qui

loading...