Tentativi di ingresso in Ungheria dalla Serbia: il “muro” di Orban funziona e respinge i clandestini

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Come ampiamente previsto dal governo di Viktor Orbán, che per questo motivo ha provveduto nei mesi scorsi al raddoppio e al potenziamento del “muro” lungo il confine, dopo mesi di relativa calma ha ripreso nuovo vigore il flusso di immigrati clandestini, che cercano di entrare illegalmente nell’Unione Europea attraverso la frontiera serbo-ungherese.

Come ha riferito domenica la tv pubblica serba Rts, la barriera difensiva voluta dalle autorità di Budapest e criticata da Bruxelles, il cui raddoppio è stato completato all’inizio di maggio, solo nell’ultima settimana ha consentito di respingere oltre 500 persone che hanno cercato di entrare illegalmente in Ungheria, ma sono state bloccate e respinte in territorio serbo.

Da oltre un anno le frontiere lungo la cosiddetta rotta balcanica sono ufficialmente chiuse ai clandestini che dalla Turchia tentano di entrare nel territorio dell’Ue. Ciò nonostante gruppi consistenti, in diversi modi e con l’aiuto di trafficanti di vari Paesi, riescono comunque ad arrivare in Serbia da dove cercano poi di entrare illegalmente in Ungheria e Croazia.

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