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TERRORISMO – La denuncia del Sap: “Non saremmo in grado di affrontare un attentato in strada come quelli di Parigi”

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Forze di polizia addestrate? Pronte ad agire sul campo in caso di pericoli, inseguimenti e attentati terroristici? Non abbiamo motivo di dubitare della professionalità dei nostri poliziotti, ma c’è da mettersi le mani ai capelli quando si raccolgono le testimonianze dei sindacati sui ridotti addestramenti al tiro con le armi cui sono sottoposte le forze dell’ordine.

Molti agenti di polizia, come racconta in un servizio Tagadà su La7, sono costretti a pagarsi i corsi di addestramento. Ad Erba, racconta il responsabile, il 20% degli iscritti al poligono sono poliziotti. “È l’unico modo – dice il rappresentante del Sap Massimiliano Pirola – che abbiamo per sparare e mantenere un livello minimo”. Pagarsi questi corsi non è un scelta, ma una sorta di necessità. Visto che, secondo gli accordi da ministro dell’Interno e i sindacati, i poliziotti possono godere solo di tre giorni di allenamento all’anno.

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Inoltre, “abbiamo solo 1 poligono a Milano proprietà delle forze dell’ordine e i poliziotti dovrebbero sparare 60 colpi all’anno in situazioni di calma”. “Ma le situazioni di calma – aggiuge – non esistono”. È difficile immaginare che una persona, per quanto professionale, sia in grado di sparare durante una irruzione in una casa o in un ristorante se si allena solo a sparare a sagome ferme in un comodo poligono “normale”. Servirebbero, insomma, corsi di aggiornamento come quelli che mette a disposizione il poligono di Erba. Quello dove vanno molti poliziotti, ma a loro spese, al costo di 2-3mila euro all’anno.

“Non saremmo in grado – conclude Pirola – di affrontare un attentato in strada come quelli diParigi. Senza contare che i nostri giubbetti anti-proiettile non trattengono i colpi dei kalshnikov”.

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