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Terrorismo, un islamista su tre in Spagna preparava attacchi nel paese

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Secondo lo studio condotto dall’Istituto spagnolo Elcano, i veicoli più comuni per la diffusione di idee radicali sono strutture religiose, centri culturali islamici, case private e carceri e non le reti Internet o sociali

Un islamista su tre detenuto in Spagna stava preparando attacchi terroristici nel paese. Lo rivela uno studio condotto dall’Istituto spagnolo Elcano. La polizia spagnola ha arrestato più di 150 islamisti nel corso degli ultimi quattro anni, il 35,4 per cento dei quali stava preparando attacchi terroristici in Spagna ha rilevato lo studio, aggiungendo che la maggior parte di loro era collegato con altri estremisti.

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Circa l’82 per cento (124 persone) dei detenuti era collegato con lo Stato Islamico ed era in contatto con islamici in Marocco, Belgio, Francia e Turchia. Circa il 20 per cento aveva collegamenti con le organizzazioni militanti di Al-Qaeda nel Maghreb islamico e il Movimento per l’unità e la Jihad in Africa occidentale o con le loro cellule. Quasi la metà degli islamisti detenuti (45 per cento) era spagnolo, mentre il 41 per cento era di origine marocchina. In totale il 52 per cento dei sospetti erano migranti di prima generazione, rispetto al 42 per cento di seconda generazione, la maggior parte dei quali erano nati nelle enclavi spagnole di Ceuta e Melilla. Quasi il 90 per cento dei sospetti islamisti sono nati in famiglie musulmane ma solo l’11 per cento di loro ha mostrato una profonda conoscenza della religione. Il più giovane islamista detenuto ha 16 anni, i più vecchi 58 anni. Circa l’85 per cento degli estremisti ha 44 anni o sono più giovani.

Almeno 160 spagnoli islamisti si ritiene abbiano lasciato la Siria, 29 dei quali sono stati uccisi e 20 sono tornati in Spagna. La ricerca mostra che il 28 per cento degli islamisti è vissuto a o intorno a Barcellona mentre un numero significativo di arresti sono stati effettuati a Madrid, Ceuta e Melilla. Secondo lo studio, i veicoli più comuni per la diffusione di idee radicali sono strutture religiose, centri culturali islamici, case private e carceri e non le reti Internet o sociali.

Fonte: Il Velino

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