Il Sud con Salvini

Tour cancellati e locali vuoti Il terrore mette in fuga i turisti

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Dicono che non bisogna darla vinta ai terroristi, che è necessario reagire e non farsi sopraffare dalla paura cambiando le nostre abitudini.

Ma a distanza di due settimane dalle stragi di Parigi e dalle minacce dell’Isis al nostro Paese, il contraccolpo fisiologico che si è registrato nell’immediatezza dei fatti in tutti i settori legati alla quotidianità, ai viaggi e al turismo, continua a fare sentire i suoi effetti.Si vede per le strade dello shopping delle grandi città, nei centri commerciali, nei ristoranti, nei musei, nei teatri, nei cinema, nei locali e nelle piazze della movida. I dati delle categorie di settore confermano che, nonostante l’esortazione a vivere come sempre, la psicosi attentati condiziona eccome la nostra vita, soprattutto a Roma, con il Giubileo e la sua carica simbolica.

E proprio per potenziare l’azione di prevenzione e contrasto al terrorismo in vista dell’Anno Santo ieri si è tenuto un vertice al ministero della Giustizia dove si è discusso anche della necessità, prospettata dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti, di abolire il reato di immigrazione clandestina per aiutare le indagini sui trafficanti di uomini. Ciò consentirebbe di interrogare i migranti come persone informate sui fatti, non come indagati, potendo acquisire maggiori elementi. Per il ministro della Giustizia Andrea Orlando, invece, è necessario dare vita ad una procura europea per mettere le informazioni a disposizione di altre autorità. E non solo. Orlando ha anche chiesto un’estensione delle intercettazioni: «Oggi – ha sottolineato – dobbiamo potenziare le nostre capacità di intercettazione delle tantissime modalità di conversazione offerte dalla rete: intercettazioni sulle Playstation, ma anche sulle chat legate ad altri programmi, come quelli per scaricare la musica».

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Ma l’allerta massima sulla sicurezza nelle città e l’impegno ad ogni livello per contrastare la minaccia dell’Isis, non basta a convincere la gente a riprendere i ritmi di sempre. Come dimostra la fotografia scattata nella capitale dalla Confcommercio nel primo week end dopo gli attentati. La sensazione di insicurezza predomina, si esce poco, si evitano i luoghi di aggregazione: il 50% di presenze in meno nei ristoranti del centro, un calo del 20% nei cinema, il 6% di disdette negli alberghi. «Reazioni di pancia», per il presidente della Confcommercio Roma Rosario Cerra, che dovrebbero lentamente scemare». Intanto anche a Venezia fioccano le disdette per Natale. Negli alberghi e anche all’Harry’s Bar. Al patron, Arrigo Cipriani, tutto questo allarme sicurezza non piace: «È sbagliato fomentare la paura, così vincono loro».

La Coldiretti fornisce dati nazionali e parla di un calo nell’affluenza dei clienti segnalato dal 40% dei ristoranti nelle città, il 15% in più rispetto alla settimana successiva alla strage di Parigi. Anche il turismo rischia pesanti contraccolpi. Il Codacons sta raccogliendo le segnalazioni dei cittadini che avevano prenotato un viaggio all’estero per Natale e che non se la sentono più di partire e prevede una raffica di disdette con un calo del 15% rispetto al 2014. E se dopo i fatti di Parigi sono stati annullati quasi tutti i viaggi diretti a Roma che transitavano dalla capitale francese – molti tour in arrivo dal Sud Est asiatico, dal Giappone e dalla Cina – il recente alert diramato dagli Usa per mettere in guardia i cittadini americani, ha assestato un altro colpo alla nostra industria turistica e a quella di altri paesi. Proprio quello che vuole l’Isis, secondo alcuni analisti: colpire il turismo – come in Tunisia, dove dopo gli attentati al museo Bardo e ai resort di Sousse c’è stato un calo del 26,6% – per mettere in ginocchio l’economia dei paesi in cui il Califfato vuole crescere. A Parigi nella settimana successiva agli attentati le entrate negli alberghi sono crollate del 50%. Lo stesso nei centri commerciali. E in Borsa i titoli del settore ieri hanno preso fiato dopo giorni di cali.

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