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Trattato da cane solo perché cristiano: umiliato da un gruppo di islamici in un centro di accoglienza italiano…

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Prima l’hanno trattato come un cane facendolo mangiare gli avanzi da solo, perché un infedele non può sedere allo stesso tavolo con dei musulmani duri e puri. Poi il gruppetto di 15 pachistani ha cercato di convertirlo mostrandogli il video dei sermoni di un predicatore estremista. E hanno pure maltrattato ed insultato una loro connazionale, colpevole di essere cristiana e di vestirsi troppo all’occidentale. Non è capitato in Siria, Iraq o Afghanistan nelle aree controllate da bandiere nere o talebani, ma a casa nostra, in un centro di accoglienza per rifugiati del centro Italia. «Amo il vostro paese e non è giusto che venga sfruttato in questo modo da gente, che non ha alcuna intenzione di integrarsi. Per questo ho deciso di raccontare cosa sta accadendo» spiega un giovane ucraino scappato dalla Crimea annessa dai russi. Per evitargli problemi non riveliamo il suo nome ed il capoluogo di provincia dove si trova il centro ricavato in un ex albergo. Però lo conosciamo bene.

La nostra fonte ha lavorato come interprete per il Giornale e altri inviati occidentali durante la secessione della Crimea con grande professionalità e coraggio.Lui, europeo, che ha ottenuto asilo politico in Italia pure per non andare a combattere i filo russi nel Donbass, viene discriminato da una banda di rifugiati pachistani, in nome dell’Islam. A tutti è già stato rifiutato la prima volta l’asilo, ma hanno fatto ricorso e sono ancora ospiti a nostre spese.«Siamo in 25, la maggioranza pachistani, qualche ragazzo africano ed io» racconta la fonte. «Non pensavo che i pachistani odiassero così tanto i cristiani – aggiunge il ragazzo scappato dalla Crimea – La scorsa settimana non volevano mangiare con me. Non mi davano proprio il cibo. Dicevano che non era pronto. Poi quando loro hanno finito è saltato fuori il mio piatto. E’ una discriminazione ridicola».

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Secondo i musulmani duri e puri pranzare assieme ai kufar, gli infedeli, è peccato. In realtà il ragazzo europeo non è molto religioso, ma ha la pelle bianca e non si genuflette certo verso la Mecca. «Nel centro c’è anche una cristiana pachistana con suo figlio, che ha ancora in testa le schegge di un attentato subito a Peshawar – spiega la fonte – L’hanno insultata perché si vestiva troppo all’occidentale. Lei era terrorizzata. Dopo essere fuggita dagli estremisti islamici si ritrova in questa situazione». All’inizio, la donna, che ha pure ottenuto l’asilo politico voleva andarsene per la paura. A Peshawar, il capoluogo della zona tribale fra Pakistan e Afghanistan, infiltrata dai talebani, insegnava inglese nella scuola cattolica Saint Mary spesso chiusa per timore di attentati. L’aspetto più paradossale della piccola Peshawar creata dalla banda di pachistani nel centro di accoglienza italiano è «che vogliono l’asilo per ottenere i documenti europei ed un lavoro, ma per loro stessa ammissione si rifiutano di integrarsi» racconta il giovane ucraino. E aggiunge: «Ogni giorno c’è una lezione di italiano ed io ci vado sempre.

I pachistani mai, anche se è un fattore importante conoscere la lingua per l’asilo. Mi hanno detto chiaro e tondo che siamo noi europei, che dobbiamo cambiare, non loro».Nonostante l’assurda discriminazione alla rovescia di chi chiede aiuto all’Europa, ma pretende di cambiarla, i 15 pachistani sono da un anno in Italia e nessuno li caccia via.Non solo: quando trovano una facile preda cristiana tentano pure di convertirla. «L’Islam è la migliore religione del mondo» hanno cominciato a ripetermi racconta il ragazzo europeo. «Poi mi mostrano dei video di un loro predicatore per farmi capire quanto sia bello e giusto seguire la religione musulmana» spiega l’ucraino. Il predicatore è Zakir Naik, di origine indiana, ma vive a Dubai. Personaggio controverso aveva detto che «se Osama Bin Laden terrorizza i nemici dell’Islam, allora io sto con lui».

Naik vuole la sharia totale e la pena di morte per i gay. Nel 2010 gli hanno vietato l’ingresso in Gran Bretagna e Canada per i suoi sermoni.L’ucraino e la cristiana pachistana hanno fatto presente alla responsabile del centro l’assurda situazione. Nel frattempo il gruppetto islamico «non disdegna il vitto, l’alloggio e l’aiuto economico dell’Italia – fa notare l’europeo discriminato – Ma non conoscono una parola della vostra lingua, non si integrano e tantomeno dimostrano riconoscenza».

Fonte: qui

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