Trento, clandestino fa finto profugo e spaccia nel centro d’accoglienza

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epa04229118 Some of about 400 immigrants gather at the local temporary immigrant holding center (CETI) after jumping the fences to Melilla, the Spanish enclave on the north of Africa, 28 May 2014, in one of the biggest attempts of illegal immigrants getting into the country. Once on the Melilla side of the fence they went straight to the local temporary immigrant holding center (CETI). Several hundreds of African migrants tried to storm the Spanish exclave of Melilla from Moroccan territory early 28 May, the Spanish police reported, with about 400 managing to breach the territory's fortifications. Migrants have repeatedly tried to cross the border into the Spanish territories of Ceuta and Melilla on the northern coast of Africa, often climbing 6-metre-high fences that are reinforced with barbed wire en masse to try to overwhelm border guards. EPA/FRANCISCO G. GUERRERO

La polizia di Trento ha scoperto che un clandestino si è finto per mesi profugo per usufruire dei servizi del centro di accoglienza. Nella struttura nascondeva la droga da spacciare

Si finge un profugo così può vivere nel centro di accoglienza e usufruire di tutti i servizi, in realtà è un clandestino spacciatore.

A Trento sono stati intensificati i controlli antiterrorismo e, durante alcuni accertamenti, gli agenti hanno scoperto come gli stranieri beffano le istituzioni italiane. Fethi Saidi alloggia da diversi mesi in una struttura per profughi a Trento, ma lui è entrato sul territorio nazionale come clandestino. Nessuno si è mai accorto di nulla. Come mai? Il centro di accoglienza, tra l’altro, è per Saidi un escamotage che gli permette di sfruttare tutti i comfort che lo Stato mette a disposizione dei profughi.

Ma questo non è tutto. La struttura, per Saidi, è anche il luogo dove nascondere la droga da vendere agli altri profughi del centro e ai normali cittadini. Nel corso delle indagini, gli agenti hanno trovato sotto al letto dello straniero 57 grammi di eroina e tutto l’occorrente per confezionare le dosi. Sono stati sequestrati anche alcune centinaia di euro guadagnate con attività illecita. Tutto questo è sttao fatto, per mesi, senza che nessuno si accorgesse di niente.

Lo spacciatore è stato arrestato, anche se i dubbi restano: “Come è stato possibile che un clandestino alloggiasse in una struttura della provincia e beneficiasse di tutti i privilegi di cui godono i presunti profughi? E come faceva a spacciare in tutta tranquillità nella struttura?”.

Maurizio Fugatti della Lega Nord si è espresso sul fatto e chiede l‘esplusione immedita di Saidi: “Manteniamo i clandestini mentre spacciano, siamo al paradosso, ma come è possibile ridursi in simili condizioni”.

Fonte: Il Giornale