A TRIESTE UN BANDO DI 12,7 MILIONI PER I MIGRANTI: WI-FI, BARBIERE, BUS, GIOCHI E CIBO ISLAMICO COMPRESO

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Haitian immigrants play dominoes at the town square in Inapari, Peru's border with Brazil, February 2, 2012. Over 250 Haitian immigrants have been stuck in Inapari , a remote border town some 1,620 km (1,005 miles) southeast of Lima, hoping to enter Brazil, after Brazil's government closed the border for them. Haitians are looking for opportunities in Brazil, which has enjoyed years of growing economic prosperity and attracted billions of dollars in foreign investment. Brazil recently agreed to grant work visas to thousands of poor Haitians escaping the quake-ravaged nation, but Brasilia is looking to stem illegal immigration. REUTERS/Mariana Bazo (PERU - Tags: SOCIETY IMMIGRATION POLITICS BUSINESS EMPLOYMENT)

Un bando da 12,7 milioni di euro per l’accoglienza dei richiedenti asilo nella provincia di Trieste nel 2018. Nel 2017 la cifra era di 11 milioni, fatto che ha scatenato subito dichiarazioni di dissenso da parte del centrodestra, in particolare della dalla Lega Nord. Così dichiara su Facebook Massimiliano Fedriga, segretario nazionale della Lega Nord Fvg: «Denaro pubblico che va a foraggiare l’immigrazione clandestina perché sono persone che entrano irregolarmente su territorio nazionale e che fanno domanda di protezione, ma quella protezione non ce l’hanno ancora e probabilmente non l’avranno mai perché la stragrande maggioranza ottiene il diniego in quanto non avente diritto. Ma intanto noi paghiamo loro vitto, alloggio e molto di più».

«Parliamo – continua Fedriga – di servizi quali trasporto gratuito, wi-fi, materiale per le attività ludiche, barbiere, lavanderia, “piatti tipici islamici” e finanche un giardiniere per la manutenzione degli spazi verdi. Addirittura si mette a disposizione degli immigrati irregolari del personale qualificato che spieghi loro la normativa sull’immigrazione, ossia li aiuti se intendono presentare ricorso in caso la loro domanda di protezione non sia accolta, o accedere ai servizi erogati dai comuni (evidentemente i 13 milioni non sono abbastanza)».

«Tutto questo – conclude l’esponente della Lega – è garantito dalla Prefettura, ovvero dal ministreo dell’interno, ovvero dal Governo del Pd, allora forse non è la Lega che fomenta tensioni inutili, ma piuttosto la maggioranza di Governo e tutte le forze politiche che hanno accondisceso questo scempio».

Dello stesso avviso la consigliera regionale Zilli: «Dopo il vergognoso bando da oltre 20 milioni della prefettura di Udine, adesso tocca a Trieste: ennesimo schiaffo a tutti quegli italiani in stato di difficoltà che si sentono dire da Governo e Regione che per loro i fondi non ci sono».

«E questa sarebbe solidarietà? – dice Zilli – Non nascondiamoci più dietro un dito: è evidente che tutto questo va solo ad alimentare il business che sta dietro all’accoglienza. Milioni investiti per i clandestini, ma per dare maggiori servizi o investire sulla natalità e sulle giovani coppie del FVG la coperta è sempre troppo corta. Un Friuli indifeso, con sempre meno forze di polizia, invaso da immigrati irregolari liberi di bighellonare alle spalle dei friulani che non arrivano a fine mese, mentre questi soggetti hanno in tasca la paghetta giornaliera e godono di tutti i comfort – dice infine l’esponente del Carroccio – Tutto questo grazie alle disastrose politiche sull’immigrazione del Pd e della presidente Serracchiani».

triesteprima.it