TUECHIA – Epurati anche rettori e dipendenti pubblici. Chiuse le tv anti Erdogan

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Oltre 15 mila dipendenti sono stati sospesi dal ministero della Pubblica istruzione. Intanto sono state chieste le dimissioni di tutti i rettori delle Università turche

A golpe fallito il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva promesso: “La pagheranno cara”.

Ma l’epurazione in corso in Turchia non sta coinvolgendo soltanto gli apparati militari. Il ministero della Pubblica istruzione ha sospeso oltre 15 mila impiegati, mentre il Consiglio per l’educazione superiore ha chiesto le dimissioni di tutti i rettori del Paese. Non solo, Erdogan ha imposto l’ennesimo giro di vite sull’informazione, facendo annullare le licenze di trasmissione alle tv considerate vicine ai “cospiratori”. Il sospetto è che siano tutti vicini all’Organizzazione terrorista vicina al predicatore Fethullah Ghulen, ex alleato, ora primo nemico del presidente Erdogan, accusato di essere l’uomo dietro al golpe.

Per quanto riguarda le università, la Cnn turca ha riferito che la richiesta riguarda 1176 rettori di università pubbliche e 401 private. Diciannove rettori hanno già presentato le loro dimissioni. Le sospensioni all’interno del ministero della Pubblica Istruzione riguarda 15200 impiegati: tutti sospesi con effetto immediato e con un’inchiesta aperta a loro carico. I dipendenti pubblici appena epurati vanno ad aggiungersi ai quasi 8800 del ministero dell’Interno e ai più di 2500 di altri dicasteri, nei cui confronti erano già stati adottati provvedimenti analoghi.

I provvedimenti contro le emittenti televisive invece colpiscono stazioni molto popolari in Turchia, tra cui “Begun Tv” e “Samanyolu Haber”, note per diffondere il pensiero del teologo e filosofo Gulen. In realtà nel corso dell’ultimo anno molte di queste emittenti erano già state in sostanza chiuse, o almeno messe in condizioni di non operare. Il provvedimento è stato annunciato dal Supremo Consiglio per la Radio e la Televisione, che ha spiegato: “Le emittenti sospese sono quelle che hanno appoggiato i cospiratori del golpe o che mantengono rapporti o vincoli con tale organizzazione”.