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Uccide il rapinatore albanese: il gioielliere ora è indagato

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Rodolfo Corazzo, il gioielliere che martedì sera a Rodano nel milanese, ha ucciso un rapinatore albanese entrato nella sua casa insieme a due complici, ancora in fuga, è stato formalmente iscritto nel registro degli indagati della procura per eccesso colposo in legittima difesa.

È un atto tecnico dovuto a sua garanzia. Intanto prosegue la caccia all’uomo ai due complici di Valentin Frrokaj, il rapinatore albanese di 36 anni ucciso due giorni fa nel Milanese.

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“La mia ipotesi è che uno dei banditi sia un basista italiano. Anzi, del paese”, ha affermato Rodolfo Corazzo. Non è un caso, forse, che nella zona, a Vaprio D’Adda, sia avvenuta una rapina analoga il 20 ottobre scorso, costata la vita a un rapinatore albanese. I carabinieri quindi non escludono che possa trattarsi di collegamenti tra le due batterie di banditi. I pm di Milano Alberto Nobili e Grazia Colacicco, infatti, attendono di esaminare gli atti e le relazioni dei carabinieri sulla sparatoria avvenuta martedì sera. E verrà disposta quindi nelle prossime ore l’autopsia sul cadavere. Il gioielliere a lavoro nel suo prestigioso negozio in corso Venezia, non ha paura. “Credo che il basista addirittura sia originario della zona – ha detto -. È l’unico che non ha parlato, dava indicazioni a gesti. Potrebbe aver fornito lui le indicazioni per arrivare a me. Mi hanno sequestrato tutte le armi per le indagini ma non ho paura – ha proseguito – Credo che i due complici in fuga abbiamo altri problemi a cui pensare. I banditi devono pensare a scappare ed è possibile che vengano catturati a breve. Non credo che io sia il loro prossimo obiettivo”. Anche se poi, intervistato da Telelombardia, ha spiegato di “rivolere l’arma appena possibile”.

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