“UCCIDETE GLI OCCIDENTALI” ECCO IL MANUALE DELLA PERFETTA JIHADISTA IMPOSTO DAL CALIFFATO…

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Portatevi lo stretto necessario, il Califfato provvederà a voi. Attenzione: niente tablet né smartphone di ultima generazione. Solo vecchi cellulari non rintracciabili. Il «coordinatore» dell’Isis in Turchia dà istruzioni agli aspiranti combattenti che arrivano da Occidente. Per le donne foreign fighter c’è un capitolo dedicato. È tutto riportato nelle motivazioni delle condanne a Marianna Sergio, sorella di Maria Giulia «Fatima», e altre tre persone.

La sentenza del gup di Milano Donatella Banci Buonamici è la prima in Italia per terrorismo internazionale nelle file dell’Isis. Le condanne in primo grado sono arrivate lo scorso 23 febbraio dopo l’inchiesta del procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e del pm Paola Pirotta. A Marianna Sergio sono stati inflitti con il rito abbreviato cinque anni e quattro mesi di carcere. Ad altri tre imputati pene fino a tre anni e otto mesi, un quarto è stato assolto. Fatima invece, latitante presumibilmente in Siria, è ancora a processo con il rito ordinario insieme, tra gli altri, al padre Sergio Sergio e al marito di origini albanesi Aldo Kobuzi. Il documento del gup Banci è un’efficace analisi non solo della conversione all’Islam e della radicalizzazione della famiglia Sergio, che viveva a Inzago, poco fuori Milano. Ma anche di come il sedicente Stato islamico seduce europei e italiani e li convince a imbracciare le armi per eliminare i «miscredenti».

Il giudice parla di «straordinaria qualità del proselitismo», di «vasta e potente capacità di attrazione esercitata sui musulmani sparsi per il globo». E avverte: l’insegnamento dato è che «l’uccisione degli occidentali miscredenti non solo è lecita, ma è doverosa». L’allarme: «La nuova sfida del Califfato impone di anticipare la sanzione alle condotte di chi voglia andare, i cosiddetti foreign fighter, nei teatri di guerra anche per il rischio che torni sul territorio nazionale radicalizzato e addestrato». Marianna, sorella maggiore di Maria Giulia, è la prima delle due a convertirsi all’Islam più radicale. Aderisce all’ideologia del Califfato, fa opera di proselitismo e indottrinamento nei confronti di altre donne. Inoltre fa di tutto – insieme alla sorella collegata via Skype dalla Siria – per convincere i genitori a emigrare e aderire alla jihad. Il viaggio era già organizzato, ma la famiglia viene arrestata nel luglio 2015. La madre, Assunta Buonfiglio muore in ottobre. Nelle chat e conversazioni intercettate dalla Digos Marianna mostra «entusiasmo» per attentati come quello a Charlie Hebdo. Non solo: «Svolge propaganda in favore dell’Isis, soprattutto dopo la partenza della sorella», è dunque «evidente il contributo dato all’associazione terroristica».

Continua la sentenza: «Il Califfo ha intrapreso una massiccia campagna di reclutamento rivolta al pubblico femminile». Nel mirino «le giovani occidentali», che non hanno solo il ruolo di «donna del jihadista». Inneggiano alla guerra santa, agiscono da reclutatrici, imparano l’uso delle armi, sono impegnate nella gestione di altre donne «prese come schiave». Dice ai suoi Maria Giulia dalla Siria: «Qui stiamo ammazzando i miscredenti per poter allargare lo Stato islamico». Ancora: «Al Baghdadi ci chiama tutti a fare la hijrah (emigrazione per raggiungere i combattenti di Allah, ndr)». I genitori sono riottosi e insiste: «Dovete venire qui per salvare la vostra anima dall’inferno e basta». A un certo punto il padre si licenzia e la famiglia vende i mobili su internet. La madre non vuole partire? Fatima ordina a Sergio Sergio: «Prendila per i capelli e vieni qui. Al marito si deve obbedienza totale».