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UCCISE UN ALDRO PER DIFESA – E’ stato condannato a risarcire il bandito

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Condannato a due anni e otto mesi di reclusione. Ma non solo. Oltre al danno, anche la beffa.

Franco Birolo, tabaccaio di Civè di Correzzola che si è difeso da una rapina uccidendo un ladro moladavo, è stato condannato a risarcire la famiglia del bandito. Ben 325mila euro di risarcimento. La decisione del giudice del Tribunale di Padova, inoltre, va in controtendenza con la richiesta avanzata ad ottobre dal pm, che aveva chiesto l’assoluzione per il tabaccaio. “È legittima difesa”, aveva detto allora il pubblico ministero. Ma il giudice non ne ha voluto sapere, e ha calato la mannaia sull’uomo.

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La vicenda

La notte del 22 aprile 2012 uccise a colpi di pistola un moldavo entrato nel suo negozio per commettere un furto. L’uomo, che abitava sopra al negozio, allarmato dai rumori provenienti dalla tabaccheria, è sceso per difendere la sua famiglia e la sua proprietà. Appena messo piede nel locale, il ladro gli è saltato addosso da dietro il bancone. A quel punto non ha potuto che aprire il fuoco. E ha ucciso il malvivente.

Il pm aveva chiesto l’assoluzione per “legittima difesa putativa”, proprio perché l’uomo aveva cercato con la sua azione di difendere la famiglia che dormiva al piano di sopra. La prima imputazione fu per omicidio volontario, poi trasformatosi in eccesso colposo di legittima difesa. Poi la sorpresa della richiesta di assoluzione. Che però non è stata accolta. E questo nonostante la consulenza balistica realizzata da Marco Piovan affermasse che il 23enne moldavo era stato colpito da una distanza talmente ridotta (meno di mezzo metro), un fatto sufficiente per giustificare la reazione dell’uomo e la decisione di premere il grilletto.

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