UNIONI CIVILI, BITONCI: «NON CELEBRO»… RENZI: «E’ LA LEGGE, LO FARÀ QUALCUN’ALTRO»

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PADOVA «Da sindaco mi riserverò il diritto di obiettare e non celebrerò mai matrimoni fra persone dello stesso sesso. Ho il dovere di servire i cittadini e di promuovere la crescita della comunità padovana, ma non mi sento obbligato ad assecondare le scelte di Renzi che, differentemente da me, non è stato eletto». Così il sindaco di Padova, Massimo Bitonci (Lega), commenta il voto sulle unioni civili. A replicare, in diretta radiofonica, addirittura il premier Matteo Renzi: «Nessuno ha diritto a disapplicare la legge – ha detto ai microfoni – di fronte alla legge si ferma il politico, persino il magistrato. Se a Padova Bitonci non vorrà celebrarle, lo farà qualcun altro ma il Comune ha l’obbligo e la responsabilità giuridica di farlo, Bitonci non potrà rifiutarsi di delegare a qualcun altro. È una battaglia finalizzata solo alla strumentalizzazione».

«Credo che il matrimonio fra coppie eterosessuali, come sacramento per i cristiani e come contratto per chi cristiano non è – aggiunge -, abbia una funzione sociale che va tutelata. E lo Stato ha il dovere di sostenere e promuovere la cultura della famiglia e l’esclusività del matrimonio fra coppie eterosessuali. Senza questa cultura e senza il matrimonio, esso stesso non avrebbe alcun futuro, anche dal punto di vista demografico».

«Eventuali relazioni fra coppie omosessuali – prosegue il sindaco leghista – possono essere regolarizzate con contratti di natura privatistica. Quella sulle unioni civili è una battaglia ideologica, che, nei fatti, riguarda una porzione minima della popolazione: sul registro anagrafico delle coppie di fatto, inaugurato a Padova dalle precedenti giunte di sinistra, dal 2007 si sono iscritte solo 9 coppie di persone dello stesso sesso».

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