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Usa, gli islamici festeggiano: “Un inferno voluto da Allah”

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“Per piacere, non chiamate in causa l’islam o i musulmani. La nostra fede è contraria questo tipo di comportamento”. In una conferenza stampa con alcuni leader musulmani Muzammil Siddiqi, direttore della Società islamica della contea di Orange, prende le distanze dalla strage di San Bernardino dove Syed Rizwan Farook, cittadino americano originario di un Paese dell’Asia meridionale, e Tashfeen Malik, nata in Pakistan ma trasferitasi in Arabia Saudita, hanno ammazzato q

Cosa li abbia spinti all’ennesima carneficina che insanguina l’America non si sa anocra. Eppure gli estremisti dello Stato islamico hanno subito celebrato il massacro con l’hashtag#America_Burning, sebbene il califfo Abu Bakr al Baghdadi non abbia rivendicato l’attentato.

“Sono un musulmano che vive negli Stati Uniti, in California. Religioso, ma con una famiglia moderna composta da quattro persone, due femmine e due maschi”. Nel profilo online su iMilap.com Syed Farook si presentava come “un sito per gente con disabilità e per secondi matrimoni”. Nello spesso profilo, in cui precisa di provenire da “una famiglia con valori occidentali e orientali”, il giovane, laureato in salute ambientale, dice che “gli piace lavorare su auto moderne e d’epoca, leggere libri religiosi, ogni tanto andare a mangiare fuori”. E ancora: “Mi piace viaggiare e giocare in giardino al tiro al bersaglio con mia sorella più piccola e con gli amici”. Non ci sono indicazioni su quando sia stato messo online il profilo, ma il padre ha detto al New York Daily News che in realtà Syed era molto religioso. “Andava a lavorare, tornava, e poi andava a pregare”, ha raccontato. “Non conosciamo i motivi – ha detto alla Cnn Hussam Ayloush, direttore esecutivo del Council on American Islamic Relations (Cair) di Los Angeles – la famiglia è devastata, come tutti gli americani”.

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Nonostante la comunità islamica americana abbia preso le distanze da quanto accaduto, gl analisti del web hanno scoperto i disgustosi post sui forum che gli estremisti usano per condividere informazioni. “Tre leoni ci hanno resi orgogliosi – si legge in arabo – le strade della California sono piene di soldati. Gli Stati Uniti stanno bruciando”. E ancora: “Questo è un inferno voluto da Allah”, “Lasciate che l’America conosca la nuova era” e “Possa Dio spargere la paura nelle case dei Crociati”. Syed Rizwan Farook e Tashfeen Malik hanno agito con mosse studiate e preparate: avevano un assetto da guerra, hanno usato tattiche militari per difendersi dalla polizia e hanno lasciato ordigni esplosivi artigianali, nello stabile del massacro, nel Suv e nella casa di Redlands. Particolari che ai servizi americani fanno venire in mente la strage alla redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo e i sanguinari attacchi del 13 novembre a Parigi.

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