Il vescovo di Chioggia: “Giusto reagire contro i ladri. lo Stato dà un vitalizio ai parenti dei criminali”

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E’ stato assolto in appello il tabaccaio di Padova che sparò e uccise un bandito nel suo negozio e monsignor Adriano Tessarollo, vescovo di Chioggia, che allora difese Franco Birolo con un articolo sul settimanale diocesano locale, in una intervista al Giorno, non intende dire che “giustizia è fatta”: “Direi piuttosto che è stato compreso il contesto in cui è avvenuto il fatto: nel buio, una volta scovato un ladro a rubare nel proprio negozio, con la preoccupazione di proteggere la famiglia. Dietro il comportamento del commerciante ci sono il lavoro di un’esistenza, la professione, le prospettive, un complesso di cause che spingono a una reazione che non è quella di togliere la vita punto e basta. La Corte d’appello di Venezia non ha giustificato l’uccidere in ogni caso, quando ci si trova in una situazione di pericolo. Ha tenuto conto, invece, di una serie di fattori alla base di una determinata reazione che non sempre vanno definiti quale volontà di ammazzare indiscriminatamente”.

Eppoi, continua il vescovo, “le sentenze creano un’opinione. Se, da una parte, c’è il pericolo che un verdetto dica va bene, via libera alla licenza di uccidere, dall’altra, le pronunce di condanna in casi simili, e sono quelle più in voga, sembrano autorizzare a rubare, quasi che i malviventi abbiano sempre ragione. Non tengono conto di che cosa vive una persona che spara a un ladro entrato in casa sua o nel suo negozio”.

Del resto, “quando arriva lo Stato” “è già avvenuto tutto e poi alla fine non ti tutela su niente… Ci siamo dimenticati del vitalizio di mille euro al mese per oltre 27 anni disposto in primo grado a vantaggio della madre e della sorella del bandito?”. Il vescovo già allora parlò di “incidente sul lavoro” e anche oggi conferma quell’espressione: “Nel Veneto ci sono bande che tranquillamente assaltano ville, famiglie, rubano il rame dalle ferrovie e dagli impianti. Ritengono che sia questo il loro modo di guadagnarsi la vita. Poi qualche volta capita che, facendo il loro lavoro, si verifichi qualche incidente”.

Con fonte Libero