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VIDEO > L’inferno delle donne yazide: le carceri sotterranee dell’Isis

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L’inferno delle donne yazidi passa dalla terra, da quelle prigioni sotterranee che l’Isis ha costruito per loro e in cui le ha richiuse.

Un reportage di SkyNews mostra le carceri scavate nel terreno, con le porte delle “celle” come se fossero botole.

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A ritrovare le prigioni dello Stato Islamico sono stati i combattenti curdi che hanno riconquistato una parte del territorio nel Nord della Siria in mano al Califfato islamico. Gli Yazidi, come raccontano le cronache dell’attacco dei terroristi alle città dell’Iraq e della Siria, è stata una delle minoranze più colpite dalle rappresaglie dei tagliagole.

All’interno di quelle “botole”, le donne fatte prigioniere avrebbero passato giorni di reclusione nella totale oscurità, in uno spazio minuscolo appena sufficiente a muoversi e sdraiarsi per dormire. Sulle pareti delle celle sono stati trovati disegni di una casa, auto e animali: il simbolo di un sogno (e forse della speranza) che accompagnava le yazide. Il desiderio di una vita lontano dalla dominazione dell’Isis.

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