Prato, 9 apr – Il video inizia ad essere virale tra gli studenti di Prato. Un professore transgender dell’Istituto superiore Gramsci Keynes di Prato ha dato spettacolo in classe durante la ricreazione, dando vita ad un balletto “provocante” con tanto di alzata della maglietta. Per fortuna ha avuto almeno il buongusto di tenersi il reggiseno. L’episodio acquista valore ulteriore per il fatto di essere accaduto al Gramsci Keynes, un istituto che aveva partecipato al progetto “Bye Bye Bulli”, che dietro la copertura della lotta al bullismo e all’omofobia, celava invece l’intento di propagandare l‘ideologia Gender all’interno delle scuole superiori, come denunciato dal movimento Blocco Studentesco circa due mesi fa. Lezioni sul genderismo a porte chiuse, incontri con esponenti Lgbt, il vice preside che dava il divieto agli studenti nel rispondere alle domande sul progetto Bye Bye Bulli. E ora guarda caso lo spettacolo del prof trans.

Anche l’autorevole Repubblica celebrava in un articolo di poco più di un mese fa l’iniziativa : parlare di omofobia a scuola si può. Anzi, si deve. La pensa così Alice Troise, insegnante di matematica al liceo e all’università e tra i fondatori di ‘Intersexioni, gruppo che si batte per i diritti delle persone transgender e omosessuali”. Ecco spiegato alla luce del sole chi c’è dietro il progetto “Bye Bye Bulli”. “Agli incontri partecipano una ventina di studenti, oltre a insegnanti con il compito di sorveglianza. Alla base degli appuntamenti ci sono le testimonianze dirette di persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuati) che hanno vissuto e vivono discriminazioni legate al genere. Per far emergere dubbi e curiosità e per permettere a eventuali emozioni di disagio di manifestarsi”. Questa è la propaganda Gender nelle scuole. Esiste, non è complottismo.

Fonte: Il Primato Nazionale