Vienna: antirazzista violentata e uccisa dall’africano che ha ospitato

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Un americana simpatizzante di sinistra, che viveva a Vienna è stata violentata e assassinata dall’africano che aveva deliberatamente nascosto nel suo appartamento per evitargli di essere rimandato in Gambia. La studentessa americana, identificata come Lauren Mann, faceva parte di un gruppo organizzato di sinistra dedicato a fornire un alloggio agli immigrati africani a rischio di espulsione.

L’assassino, identificato come I. Abdou, 24 anni, era già negli schedari della polizia dopo essere stato arrestato per una precedente violenza sessuale . In quella occasione, il suo DNA era stato prelevato e questo ha fornito l’indizio cruciale per l’omicidio della studentessa americana.

La ragazza, originaria del Colorado, aveva dato rifugio all’immigrato nel suo appartamento situato sulla Wiedner Hauptstraße a Vienna, quando il centri di accoglienza di Erberg gli ha comunicato che sarebbe stato espulso.

Il giornale KRONE, che ha segnalato il caso, ha rivelato che l’africano era arrivato per la prima volta in Europa nel 2012 attraversando illegalmente il Mar Mediterraneo. Ha fatto il suo viaggio dall’Italia fino in Germania dove ha chiesto “asilo”

Tuttavia, prima che la sua domanda fosse presa in considerazione, il criminale è stato arrestato per una serie di reati gravi, tra cui furto, rapina con scasso e aggressione sessuale. Mentre era sotto inchiesta, è riuscito a fuggire in Austria, dove si è mescolato con migliaia di “richiedenti asilo” appena arrivati a Vienna.

Un amico di Lauren Mann ha detto al KRONE che la ragazza uccisa aveva “un grande cuore per i poveri” e “andava spesso alla stazione e nei centri di accoglienza, dove ha aiutava a distribuire cibo e coperte per i bisognosi.”

E’ stato durante una di queste visite che ha incontrato l’africano, che gli ha detto che stava per essere espulso. E’ allora lei ha deciso di aiutarlo, nascondendolo dalla polizia nel suo appartamento. Lei lo ha anche nutrito e gli ha fornito cibo, vestiti e sigarette, dice il giornale.

Il 25 gennaio, quando la ragazza non si è presenta al lavoro, i suoi amici – che erano tutti a conoscenza delle sue attività, e la sostenevano – hanno cominciato ad essere preoccupati ed hanno hanno chiamato la polizia, che si è recata nel suo appartamento.

Qui hanno Hanno trovato la donna di 25 anni, con il viso rivolto verso il pavimento, morta sul suo letto. Il suo volto era coperto con un maglione e i suoi pantaloni erano calati fino alle ginocchia. Sangue e vomito erano sul letto e sul pavimento, e alcuni asciugamani bagnati e stropicciati, erano sparsi nel bagno.

L’autopsia sul corpo della donna ha rivelato che era stata violentata e soffocata a morte. Lo sperma è stato analizzato e collegato al DNA già registrato dell’invasore africano durante il suo precedente arresto in Germania.

Benché sia fuggito, la polizia è stata in grado di tracciare il percorso tramite i dati basati sulla geolocalizzazione dalle fotografie, che continuava a mettere in linea, e due settimane dopo è stato arrestato in un “centro di accoglienza” a Berna, in Svizzera.

lesobservateurs.ch

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  • lupo66

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