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WEEKEND DI FOLLIA A CALAIS – I migranti devastano il porto e occupano i traghetti

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È tornata altissima la tensione a Calais, sullla sponda francese della Manica, tramigranti, residenti e polizia.

Due giorni fa gli abitanti della “Jungle” hanno dato vita a una manifestazione di protesta per il blocco degli ingressi nel Regno Unito, dove la stragrande maggioranza dei richiedenti asilo vuole emigrare.

Blocco che si protrae ormai da più di un anno, grazie alle leggi internazionali che escludono la Gran Bretagna dall’accordo di Schengen. I migranti da mesi ingrossano le file di chi vive nella giungla, l’enorme bidonville a cielo aperto che giorno dopo giorno continua a crescere a ridosso del porto di Calais.

Esasperati per le condizioni di vita insopportabili dello slum, gli immigrati hanno dato vita a una manifestazione che sabato scorso ha portato in piazza più di duemila persone – in un centro abitato che conta meno di ottantamila persone. In segno di solidarietà insieme ai migranti hanno sfilato molti attivisti e membri dei centri sociali e antagonisti.

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La dimostrazione, sorvegliata a vista da un ingente dispiegamento di forze dell’ordine, è però presto degenerata. Alcuni migranti, che sfilavano scandendo lo slogan “Uk” (“Regno Unito”, ndr), hanno dato l’assalto alla casa di un abitante di Calais che protestava contro la loro sfilata. L’uomo e la sua famiglia sono stati colpiti da un lancio di oggetti, quando dalla casa è spuntata addirittura una carabina, che per fortuna è stata poi riposta senza che si registrassero incidenti maggiori.

Tra i manifestanti ci sarebbero anche alcuni italiani, giunti da Parigi appositamente. Secondo la prefettura di Passo di Calais, ventiquattro migranti e undici membri del collettivo No Borders sono stati interrogati sui fatti del porto, mentre sei migranti e due antagonisti compariranno davanti al giudice oggi stesso. L’accusa è quella di “infrazione al codice del trasporto”, per cui rischiano un’ammenda di 3750 euro e sei mesi di carcere.

Secondo alcuni siti antagonisti, tra i fermati ci sarebbero anche tre giovani italiane. Nella giornata di domenica, nel frattempo, oltre duemila persone hanno sfilato per chiedere una soluzione per Calais e per lamentare le gravi ricadute economiche che la situazione attuale sta provocando sulla città.

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